L'imposta di registro
Ogni contratto di affitto di più di 30 giorni l'anno va registrato all'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma. L'imposta
di registro è il 2% dell'affitto di un anno, con un minimo di 67 €
per il primo anno. Per un affitto di 800 € al mese sono 192 € all'anno.
Negli anni successivi si paga di nuovo, entro 30 giorni dall'inizio di ogni annualità (con il modello F24, codice tributo 1501). Si
può anche pagare tutta la durata subito: lo sconto è pari a metà del tasso di interesse legale (1,6% nel
2026) per il numero di anni. Su un contratto 4+4 da 800 € al mese vuol dire 25 €
in meno.
Con il canone concordato (contratti 3+2 e per studenti, con l'affitto fissato dagli accordi locali) nei comuni ad
alta tensione abitativa l'imposta si calcola sul 70% dell'affitto: 134 € invece di
192 € all'anno nell'esempio.
Le marche da bollo
Sul contratto registrato va una marca da bollo da 16 € ogni 4 facciate scritte (o 100 righe). Un
contratto tipo di 8 facciate ne richiede due: 32 €. Se la registrazione è online, il bollo si paga insieme
all'imposta di registro.
Con la cedolare secca
La cedolare secca è una scelta del proprietario: paga una tassa fissa sull'affitto (21%, o
10% sul canone concordato) invece dell'IRPEF. Per l'inquilino è una buona notizia: non si pagano né
l'imposta di registro né il bollo, e l'affitto non può aumentare con l'indice ISTAT finché dura la scelta. Chiedi al proprietario
quale regime usa prima di firmare.
Cosa paghi alla firma
Oltre al primo mese di affitto, di solito servono il deposito cauzionale (al massimo 3 mensilità,
ti viene restituito a fine contratto) e, se passi da un'agenzia, la provvigione: nessuna legge la fissa, ma
di solito è il 10-15% dell'affitto di un anno, oppure una mensilità, più IVA. Con 800 € al mese, 3 mensilità di deposito e il 15%
all'agenzia, alla firma servono circa 5.069 €, compresa la tua metà di registro e bollo
(112 €).